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"A panza pina u s’ragiona mej!" si dice in Romagna, la patria dei buongustai, il posto ideale per godere della buona tavola, fra iconici piatti tipici, una strepitosa gamma di materie prime e di prodotti certificati e la tradizionale ospitalità che ti fa sentire sempre a casa.

Non a caso, proprio qui è nato Pellegrino Artusi, autore del celebre “La Scienza in cucina e l’Arte di mangiar bene” ed indiscusso padre della cucina italiana.

La piadina romagnola

Immancabile sulla tavola di ogni romagnolo che si rispetti è la Piadina Romagnola, famosa e apprezzata in tutto il mondo, celebrata nelle poesie di Giovanni Pascoli e Marino Moretti e dal 2014 prodotto IGP. Tipica specialità del territorio che si estende da Forlì a Rimini, in ogni località la piadina assume un diverso spessore: è infatti sottile nel riminese e a Riccione ed aumenta di spessore man mano che si percorre la Via Emilia. La piadina va a nozze con un’infinità di condimenti diversi, dai salumi ai formaggi fino ai fichi caramellati.

Nonostante la semplicità della ricetta (sono pochissimi, infatti, gli ingredienti necessari: farina, olio o strutto, sale e acqua) per preparare una vera e propria piadina romagnola devi immergerti nella tradizione di questa terra e scoprirne i segreti attraverso gli occhi delle azdore romagnole.

I vini romagnoli

Tra i vini bianchi l’Albana è la regina della Romagna, il primo vino bianco italiano ad avere ottenuto la Docg nel 1987. Coltivato esclusivamente in Romagna, la storia del vitigno Albana si intreccia a quella di Bertinoro, il cuore della sua produzione: la leggenda narra infatti che Galla Placidia, la figlia dell’imperatore Teodosio, attraversando la Romagna venne invitata a bere un calice di vino locale in un villaggio sulle colline, e lo apprezzò al punto da esprimere il desiderio di assaporarlo in un calice d’oro (“berti in oro”).

Altri vini bianchi con una storia importante sono il Trebbiano, che viene prodotto come vino fermo, frizzante o spumante, ed il Pagadebit, che deve il suo nome al costume dei vignaioli di saldare i propri debiti grazie al vino appunto.

Se l’Albana è la regina, senza ombra di dubbio il re dei vini rossi è il Sangiovese, che si distingue in quattro tipologie: oltre alla omonima troviamo il Romagna Sangiovese Novello, Superiore e Riserva. Si dice che il Sangiovese della Romagna contenga il carattere dei romagnoli: franco, esuberante, schietto robusto ed ospitale e nello stesso tempo ruvido, all’esterno, ma sincero e delicato, all’interno.

Per completare l’elenco dei principali vini romagnoli, non si può non fare un cenno alla Cagnina, tipico vino rosso dolce abbinato tradizionalmente alle castagne.

I formaggi romagnoli

Fra i prodotti tipici romagnoli spiccano alcuni pregiatissimi formaggi dal sapore inconfondibile.

Il formaggio romagnolo più famoso è sicuramente lo Squacquerone, fresco e cremoso, che si sposa perfettamente con la piadina. Lo Squacquerone di Romagna è stato dichiarato formaggio DOP nel 2012 ed il suo ingrediente principale è il latte vaccino intero fatto cagliare.

Un altro formaggio fresco a pasta bianca ottenuto dalla cagliatura di latte crudo vaccino è il Raviggiolo, dalla consistenza tenere e dal sapore delicatissimo, prodotto tipicamente nelle valli dell’Appennino tosco-romagnolo.

Il Formaggio di Fossa, il cui nome deriva dalla tradizione medievale di infossare il formaggio per conferirgli particolarissimi aromi di legno, tartufo e muschio, è un’altra specialità romagnola DOP. Il suo luogo di origine è Sogliano, dove oltre al Museo del Formaggio di Fossa Pellegrini, è possibile assaporarne tutte le sfumature durante la Fiera annuale dedicata a questo particolare formaggio.

Casa Artusi

Casa Artusi è il primo centro di cultura gastronomica dedicato alla cucina di Casa e nasce appunto a Forlimpopoli, paese natale di Pellegrino Artusi, autore de “La Scienza in Cucina e l'Arte di Mangiar Bene”, il più importante e di successo fra i libri di cucina italiani, tradotto numerose lingue straniere.

All’interno dello splendido complesso monumentale della Chiesa dei Servi, Casa Artusi si snoda in un percorso legato al cibo che avvalora il sapere e il saper fare, nei due luoghi simbolici dell’opera artusiana: la biblioteca, dove sono conservati preziosi ed antiche testi di cucina e la collezione privata di Artusi, ed ovviamente la scuola di cucina, il cuore del centro in cui vengono organizzati corsi e dimostrazioni per appassionati, cuochi professionisti o visitatori curiosi.

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